lunedì 17 dicembre 2012

#3 Dicono di...Crasheye



di Donatella Branciforti
Definita dal suo autore uno “smaschcomics”, Crasheye è un’opera originale, ironica e divertente. A mio parere i suoi punti di forza sono l’umorismo e la simpatia dei personaggi. Nel dar vita alle proprie creature l’autore ha attinto ad un ampio repertorio di soggetti conosciuti (alcuni dei quali veri e propri miti degli anni ottanta), tuttavia ciascuna possiede una propria individualità, a cominciare dal protagonista, che si conquista subito le simpatie del lettore con i propri limiti e le molto umane “imperfezioni”. Molto bella, nella sua fragilità, l’unica figura femminile della storia, per non parlare dei due personaggi, assolutamente irresistibili, ispirati alla mia coppia di comici preferita. 

Qui ci troviamo di fronte a vere e proprie macchiette, che ricordano l’esilarante tradizione della commedia siciliana. Oltre alle figure dei due “cretini”, che nello snodarsi della storia svolgono una funzione rilevante (a dispetto della loro cretineria), altri elementi contribuiscono a dare all’opera un sapore nostrano. L’autore ha infatti avuto la simpatica e azzeccatissima idea di ambientare la vicenda nell’isola di “Sikania” (ovviamente corredata di vulcano). Molto divertente l’utilizzo del dialetto, così come l’allusione alla passione numero uno di una percentuale molto elevata di catanesi. Quanto alla vicenda, Crasheye vanta una trama avvincente, nella quale si mescolano azione, ritmo, avventura, ma anche sentimento, come quello appassionato del protagonista nei confronti della sua amata. Riuscirà Aaron a salvare la sua Aliive e a sconfiggere il Nucleo?

Crasheye the Smash comics 
94 pagine, brussurato, 16x23. 12 euro. 


venerdì 7 dicembre 2012

Aetnacon, la fine del mondo comincia a Catania

tratto da fantascienza.com

Il weekend del 14 e 15 dicembre la convention siciliana che quest'anno sarà dedicata al tema della fine del mondo. Prevista, in effetti, per la settimana successiva.

Si terrà giorno 14 e 15 dicembre l’edizione 2012 della convention siciliana Aetnacon, organizzata dalla rivista Fondazione Sf Magazine, bollettino ufficiale dell’Associazione Culturale omonima, e dall’Elara Libri. Quest’anno la location che ospiterà la manifestazione sarà la Città della Scienza (www.cittadellascienzacatania.it/), esempio di archeologia industriale recente riconvertito in un centro polifuzionale che propone incontri di divulgazione scientifica e letteraria.

“Il Mondo prima della fine del mondo” è l’intrigante sottotitolo di una convention che tradizionalmente vuole unire scienza e letteratura. Ovviamente, in prossimità del mitico 21 dicembre 2012, quest’anno la tematica non poteva essere che quella del futuro del nostro pianeta.
Interverranno diversi esperti: nel campo della biologia e della medicina il dott. Giovanni Tringali, Direttore Scientifico dell’Istituto Ricerca Medica e Ambientale di Acireale; per l’astronomia il dott. Giuseppe Cutispoto dell’Osservatorio Astrofico di Catania; per le scienze naturali dott. Fabio Viglianisi del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche ed Ambientali dell’Univertità di Catania.
Mentre due importanti personaggi della fantascienza italiana, Ugo Malaguti e Gianni Montanari, approfondiranno il “catastrofismo planetario” da un punto di vista squisitamente letterario e immaginifico.
Una delle conferenze a cura della dott.ssa Adriana Bonforte, inoltre, proporrà la riscoperta di uno degli scrittori francesi più discussi del secolo scorso, René Barjavel e del suo libro Ravage, vera chicca per gli appassionati di fantascienza sociale.


ingrandisci
Altro importante contributo sarà l’intervento da oltre oceano di Paul Di Filippo, critico, scrittore, saggista, che interverrà in videoconferenza da Providence per parlare ai fan siciliani. Di Filippo, recente ospite della scorsa Italcon, appassionato dell’Italia e della Sicilia, si è detto profondamente onorato ed emozionato all’idea di poter interloquire con il pubblico presente all’Aetnacon. Altri interventi saranno, un intervento su Star Trek e sugli episodi e i film di questa ultra decennale saga che hanno raccontato i pericoli d’estinzione per il nostro pianeta, sarà gestito da Claudio Chillemi e Francesco Spadaro. La presentazione dell’ultimo numero della rivista Fondazione SF Magazine, il 20° della serie, vedrà i due fondatori della rivista, il già citato Claudio Chillemi e Enrico Di Stefano, illustrare le iniziative della neocostituita associazione culturale, omonima della rivista, che ne costituisce il bollettino ufficiale. E, infine, l’immancabile concerto di musica contemporanea a cura di Armando Corridore, caratteristica saliente di tutte la convention all’ombra del vulcano.
Per maggiori informazioni si può consultare il sito  www.aetnacon.it o il profilo facebook Aetnacon SF Convention.


martedì 20 novembre 2012

#2 Dicono di...Wayla Dake




Ecco a voi una serie di Rappresentativi commenti del primo libro di F3: Wayla Dake, Il romanzo d'esordio di C. Valentine, presentato lo scorso settembre ad "Etnacomics" commentato da voi...


22 novembre
"Ho letto con molto piacere Wayla Dake, un'opera interessante e ben congegnata. La storia è molto bella, il mondo in cui si muovono i protagonisti è un mondo misterioso e affascinante, lo sfondo ideale di avventure piratesche, oscuri delitti e visioni "fantasy". Perché l'avventura, il fantasy e il gotico sono gli ingredienti alla base di una storia avvincente, che cattura in pieno l'attenzione del lettore e la mantiene viva sino alla fine, grazie anche alla presenza di momenti carichi di suspense e di tensione.
Il fascino della storia non è l'unico pregio dell'opera. I personaggi sono ben caratterizzati; la loro psicologia, ben delineata, rende il lettore partecipe dei loro sentimenti (tormenti interiori, pene d'amore, drammi passati) e li fa emergere come figure vive e profondamente umane. Il lettore non può fare altro che affezionarsi ad essi, seguirli nelle loro vicende ed attenderne, con trepidazione, la conclusione.
Infine, la coerenza della narrazione, il ritmo scorrevole e lo stile semplice e diretto fanno di Wayla Dake un'opera di facile e gradevole lettura che, con estrema naturalezza, trasporta il lettore in una dimensione diversa, squisitamente magica e fantastica".  (Donatella Branciforti)


19 novembre
Il fantasy per antonomasia non è il mio genere, preferisco l'urban fantasy con le ambientazioni moderne e poche battaglie, però Wayla mi ha colpito, perché va oltre i cliché soliti del fantasy. Battaglie epiche, una donna bella e androgina, personaggi tipici si mescolano ad una certa introspezione che rende i protagonisti reali e vivi. Molto ancora c'è da svelare, ma come inizio non c'è male." (Oriana Pappalardo)
*****
"E parliamo di Wayla Dake: sono solo al primo capitolo, ma posso già dire che tutto promette bene: la trama, i personaggi e uno stile chiaro e lineare, perfettamente funzionale al tipo di vicende narrate. Lo consiglio anche a chi non legge fantasy di solito! “ (SusannaImpegnoso)


*****
Fumetti al cubo presenta ”Wayla Dake” di C. Valentine. Un’ “opera prima”. E come è inevitabile che accada per le opere prime, ci rendiamo conto fin dalle prime pagine come l’autrice abbia sentito la necessità di dire “ tutto e subito”, come per dare finalmente libero sfogo a tutte quelle “fantasie” che si sono accumulate nell’archivio della sua memoria attraverso le varie esperienze culturali che via via sono state da lei assorbite. In special modo dal variopinto,vertiginoso mondo del fantasy.
Ne scaturisce un racconto intenso, dove le azioni (spesso cruente) i sentimenti, i ricordi si inseguono, si caricano ed esplodono con la violenza di un fantastico videogioco.
Naturalmente una prelibatezza, che abbiamo voluto proporre agli appassionati del “genere”.
E “Wayla Dake” è solo la prima puntata di un racconto che C. Valentine proseguirà e che sicuramente ci potrà dare la misura della sua progressiva maturazione. (Nino Rocca)
*****
La trama inizialmente appare semplice, ma poi si arricchisce con elementi come il viaggio per mare, l’arrivo nella capitale, l’intrigo che coinvolge uomini potenti del regno.
I personaggi principali sono ben delineati ed approfonditi. Ammirabile come si sia scavato nel loro passato - che li ha resi quello che sono- senza appesantire la narrazione. Sorprende che sono quasi tutti più o meno cattivi.
Bello anche il flashback su come il cerchio verde abbia avuto origine.
Lo stile è lineare e scorrevole, adatto al tipo di opera, così come alcuni termini usati, che, per quanto apparentemente crudi, sono adatti ai personaggi di quel mondo." (Enzo Notorio)
*****
"Da dietro una ruvida corteccia Wayla guarda il mondo, un mondo duro e meschino, un mondo per furbi e per potenti con poco spazio per i sentimenti.
Bisogna adattarsi, imparare le regole del gioco.
Wayla sa giocare molto bene.
Sommersa nel cinismo la sua purezza d'animo lotta per uscire sfondando la dura corteccia. Qualche volta ci riesce. E chi la vede rimane conquistato... per sempre.
Wayla Dake vuole rubare le stelle al cielo... forse un giorno ci riuscirà." (Laura Grasso)

*****
Mi ha tenuto compagnia... il terzetto dei
protagonisti è ben assortito e affiatato, sembrano un po' personaggi
di Salgari... ecco, tutto il romanzo sembra una versione moderna di
un'avventura salgariana, in linea coi gusti della nostra generazione.
Il mio preferito comunque è Abair Blane (l'avevo capito subito dal
disegno di Davide quando ho scelto il segnalibro!) mi piace come veste
e come lancia i coltelli, e mi piace il suo atteggiamento da lupo
solitario.
Ho poi molto apprezzato lo stile asciutto e fluido del racconto, tutto
teso all'azione e privo di eccessi nelle descrizioni: personaggi e
ambienti sono comunque perfettamente definiti... forse perché
appartengono alla nostra fantasia collettiva, fatta di Dungeons and
Dragons, pirati della Malesia e super eroi a non finire. Sì, deve
essere per questo... non c'è altra spiegazione! (Alessio Maggioni)
  *****
Ho terminato la lettura de "Il cerchio verde" e posso affermare che si tratta di una pregevolissima opera prima. 
Ha ragione l'autore del commento che ho letto qualche giorno fa: la narrazione evoca avventure di salgariana memoria.
Non vi è alcuna concessione a sentimentalismi mielosi, la narrazione è sobria, essenziale, ma suscita curiosità, interesse e comunica emozioni ad ogni pagina. 
La storia è ben costruita e sviluppata sotto ogni aspetto. 
Complimenti vivissimi a C. Valentine per questo esordio straordinario e, che dire... alla prossima avventura di 
Wayla Dake, Gunnear e Abair Blane; non so perchè, ma ho la sensazione che il terzetto si ricompatterà nuovamente, almeno lo spero!!
♥ ^_^ ^_^ ^_^ (Nicoletta Erica Stagi)




Wayla Dake- Il cerchio verde
di C. Valentine
175 pagine, copertina realizzata da Matreus ; colori di Laura Grasso, 18x13 cm
Edizioni progetti d'arte euro 15,00

contatti:

c.valentine@libero.it
pagina facebook: Wayla Dake
che aspetti a conoscere Wayla?


domenica 18 novembre 2012

#1 Dicono di...Zoe - La sorpresa di una Fantascienza diversa...



Eccoci a Dicono di..., semplice ma chiaro messaggio che descrive la nostra nuova piccola rubrica dove lasceremo libero sfogo ai commenti ed a piccole recenzioni dei lettori di f3, ma non solo.
L'onore del primo Dicono di... tocca ad una Super Fan di F3, che ha voluto spedirci il suo punto di vista su Zoe - nel cielo, di Angelo Pavone.


Buona lettura


di Donatella Branciforti

Sono rimasta affascinata dalla lettura di Zoe - Nel cielo, un'opera particolare e interessante, unica nel suo genere. Se in un primo momento si potrebbe pensare di trovarsi di fronte ad un classico racconto di fantascienza, dopo alcune pagine l'opera rivela la propria originalità, che risiede in una commistione di fantascienza e storia. Gli elementi propri del genere fantascientifico si intrecciano infatti con le vicende di un giovane terrestre aventi come sfondo i drammatici eventi che hanno caratterizzato una fase cruciale della storia dell'umanità. E' questa particolarità che distingue Zoe - Nel cielo da altre opere di fantascienza. E' degna di nota l'abilità con cui l'autore realizza questa insolita fusione. Estremamente suggestivo e denso di pathos è infatti l'avvicendarsi dei due piani, quello del "cielo" (la missione di Zoe e la sua progressiva discesa sul pianeta) e quello della "terra" (il rituale che precede l'esecuzione dei tre condannati a morte): un crescendo emozionante, una cadenzata alternanza che genera suspense e tiene il lettore col fiato sospeso, fino al momento culminante che vedrà intersecarsi i destini dell'aliena e dell'umano.
Tutto ciò è rappresentato attraverso uno stile pulito ed elegante, che dà quasi un senso di trasparenza e di leggerezza.
Rimango in attesa di scoprire quale sarà l'esito di questo incontro fatale.

Zoe - nel cielo
di Angelo Pavone
80 pagine, bianco e nero - copertina colorata - 17x23 cm
Edizioni Progetti D'Arte - Euro 15,00
Per iPad - App Store/Fumetti al Cubo/ Zoe - nel cielo
Euro 2,99

Chiunque volesse  potrà inviare la propria recensione personale corredata d'immagini e non inviandola via mail a matreus78@gmail.com.

venerdì 19 ottobre 2012

Zoe, la Fantascienza 2.0



di M

Diciamocelo, la Fantascienza oggi giorno sta raggiungendo un limite, una logoria spesso valida anche per i più appassionati; una saturazione che solo un evento galattico magari di natura aliena permetterebbe al genere "fantascientifico" nuovi obbiettivi e punti di riferimento. Nuove possibili tecnologie inimmaginate ancora oggi sarebbero realtà, dando spazio a nuove ispirazioni a cui aggrapparsi.
Di solito solo ogni vent'anni nasce un'opera in grado, usando i medesimi meccanismi fantastici ma in modo nuovo, di risvegliare l'entusiasmo e le aspettative dei "ConsumatoriDiFantascienza"; scintille nel panorama creativo che si pongono nuove domande, scoprendo tra gli angoli conosciuti dei codici fantascientifici antri e varchi che ne espandono i confinio conosciuti.
Vedi opere come Blade Runner, Matrix e 2001 Odissea nello spazio per fare solo pochi esempi...
A mio avviso, questi lampi in avanti nel panorama creativo, nascono da anomalie, dove per puro caso o per la semplice voglia di creare una semplice commistione tra generi crea inevitabilmente una ventata d'aria fresca e donando nuovi spunti al lettore.

Sempre secondo il mio parere queste commistioni non devono nascere sempre dall'attualità, e non sempre il tutto deve riguardare obbligatoriamente il futuro o il futuribile.
Spesso il "nuovo" può nascondersi dentro le radici della società, ad origini talmente lontane nel passato da essere dimenticate dalla storia ufficiale e che donano invece possibilità ancora più esaltanti del così detto: future sci fi.

Sto parlando di Zoe, opera straordinaria del maestro Angelo Pavone, pittore realista, fumettista dal tratto ricercato e sensuale, freddo ed appassionato nella sua ricerca del dettaglio.
Parlerò di quest'opera fumettistica appena letta e tutta nata in Sicilia, da editori siciliani ma che pare essere raccontata per il mondo intero.

Quando mi é stato chiesto di scrivere una recensione per Zoe, l'idea iniziale era quella di far conoscere quella che a me sembra una vera opera d'arte grafica davvero notevole; parlare delle risorse che ogni giorno giovani autori impegnano nel realizzare albi assolutamente indistinguibili dalle più grandi opere nazionali della grandi case editrici, ma andando avanti nella lettura, vengo invece immediatamente colto dalla semplicità e apparente linearità del tratto ma che nasconde però una complessità non visibile a prima vista e che trascina presto in una lettura emozionante e tutt'altro che scontata.
Quello che sembrava a prima vista un normale racconto di fantascienza sembra trasformarsi quindi in un viaggio misterioso in un piano quasi mai analizzato dalle opere di genere; una commistione radicata nella storia e che unisce due corsi differenti: la storia dell'uomo e quella dei suoi creatori (no, nulla a che vedere con il deludente Prometheus).

La protagonista é Zoe, appartenente alla razza dei creatori della razza umana (e non solo?), almeno questo sembra evincersi dalle prime pagine. Il lettore viene presto catapultato in un luogo siderale dove razze aliene si contendono con armi silenziose, evolute al di là di ogni spettacolarità e solo qualche pagina dopo il racconto ci trascina all'interno della storia umana, con scene lontane dai luoghi asettici dei misteriosi creatori, in quello che appare come un piano inferiore, in un periodo tumultuoso e caotico che fu quello della rivoluzione francese.

Due luoghi, due racconti solo apparentemente distanti ed apparentemente inconciliabili che sorprendentemente riescono però a fondersi in un'unica storia fatta di strati e livelli differenti, di guerre combattute a più livelli, di sentimenti che scorrono attraverso la terra sporca di sangue, per salire direttamente fino al cielo, la gelida dimora dei creatori.

L' anima di questo primo capitolo di Zoe é unica. Vedo un racconto profondamente attuale nel suo raccontare di crisi sociali, di rabbia, di lacrime, di malinconie, riuscendo comunque ad intrecciare tutto ad una fantascienza, concedetemi il termine: "nuova" o comunque decisamente atipica.

Vedete, la fantascienza di oggi si é, a mio avviso, conceduta l'opportunità di accomodarsi nei suoi razzi/pistole laser/teletrasporti/e clichet vari, perdendo probabilmente il senso stesso di ciò che é "il racconto di fantascienza".

L' immaginazione stessa di come sarà l'uomo nel mondo di domani, con le sue tecnologie, le sue lotte, i suoi problemi che si rivestono di nuovi aggeggi ma che rimangono comunque simili in qualunque era sia ambientato il racconto. La ricerca a cui oggi si limita la maggior parte dei creativi del genere é invece di cercare di adattare ciò che oggi abbiamo rendedolo solo un po più futuribile, trasponendo pari-pari le dinamiche odierne, vestendo magari il tutto di un lucido e accattivante abito, ma privandosi della sfida di raccontare ciò che c'é di più bello: immaginare ciò che non é stato ancora immaginato.
Zoe racconta di una tecnologia strana, silenziosa, mai ostentata, riuscendo invece a dire molto di quanto non facciano oramai certe opere già viste e riviste.


Angelo Pavone, nella sua ricerca di rappresentare la semplicità, ci porta in un tumulto di poesia, azione e caos che vi lascerà una sensazione di cui difficilmente vi libererete. sono molte le atmosfere profonde che lasciano spazio al lettore di assaporare una sorta di caduta angelica della protagonista, dal mondo degli "dei" a quello degli uomini, in una ricerca spasmodica di qualcosa che sembra avere importanza per lei, ma che diventa solo espediente per portarci con lei, guardando i tumulti della rivoluzione dal suo punto di vista, attraverso quello che intuiamo essere le sue emozioni, spesso fredde ed analitiche.



Non c'é peró solo la passione di condividere delle radici antiche dell'umanità in forma fumettistica in Zoe, bensì quella di creare più livelli, più racconti paralleli, spesso in grado di sfiorarsi appena, dando diverse chiavi di lettura; Zoe é infatti un'opera storica, fantastica, fantascientifica, paleoastronomica; tutto in un unico racconto.

Come tutta la fantascienza che si rispetti anche Zoe manda dei messaggi al lettore, spesso talmente profondi e nascosti che solo nelle riletture successive si comincia ad intravedere una ricerca quasi geometrica del dettaglio e della comunicazione stessa della bellezza. 



Ma parlando di simboli e bellezza parliamo dell'aspetto grafico di quest'opera.

Angelo Pavone sembra in grado di creare inquadrature uniche, raramente o mai utilizzate di solito nei fumetti. Davvero notevole il modo in cui l'obbiettivo, punto di vista del lettore, circondi Zoe, stuzzicando un voyeurismo appena accennato pur rimanendo assolutamente innocente e mai pesante, esattamente come appare la gelida eppure sensuale protagonista.

Non sono però qui a raccontarvi la storia di questa monografia interessante che se vorrete potrete ordinare e leggere; volevo solo raccontarvi le mie impressioni personali e credo con queste pochi concetti soparsi di averlo fatto.

Un opera matura Zoe - nel cielo, profonda e al di sopra di molte produzioni nazionali che conosco. Sebbene si tratti solo di un primo capitolo e con una trama complessa ancora in fase di sviluppo, Zoe sembra avere tutte le carte in regola per essere definita fantascienza con l'anima, discreta, riflessiva, piena di storia e di ricerca, una fantascienza 2.0.

M.


Zoe - nel cielo
di Angelo Pavone
80 pagine, bianco e nero - copertina colorata - 17x23 cm
Edizioni Progetti D'Arte - Euro 15,00
Per iPad - App Store/Fumetti al Cubo/ Zoe - nel cielo
Euro 2,99


Di seguito l'anteprima di Zoe che potrete trovare insieme alla versione completa all'interno dell'App di fumetti al cubo...


domenica 14 ottobre 2012

Immagini de" La Primamagia"


In un mondo dove la magia si trasmette caoticamente tra gli elementi dei tre regni: minerale, vegetale e animale. Un gruppo di uomini ha trovato il modo di darle un ordine. Ha imposto le sue regole, ha imprigionato la magia nelle pergamene. ed ha costituito un regno. Il regno di Ardea.
Ma gli uomini si corrompono facilmente, ed il potere è una tentazione troppo forte, anche per le menti più disciplinate. E così le stesse regole fatte per unire hanno iniziato a dividere, a creare ostilità, dubbi, paure.
Così nel regno governato dall’alto concilio dei maghi attraverso la magia delle pergamene, qualcuno sta sfidando l’ordine costituito. Attaccando direttamente i più alti membri di tale consiglio. Molti discepoli sono stati sguinzagliati alla ricerca del traditore. Andor, un giovane e promettente apprendista, si ritrova faccia a faccia con lui. Ma sarà proprio quest’incontro a minare seriamente la sua fede nell'ordine e ad insinuare il dubbio nelle sue certezze.










































sabato 13 ottobre 2012

Zoe nel cielo

di Riccardo Rossi

L’ultima graphic novel di Angelo Pavone porta la fantascienza nella storia perché niente riesce ad essere più reale dell’immaginario.


Il fascino della fantascienza che s’interseca nella storia umana. Una storia avvincente che parte da uno scenario alieno per arrivare in un momento topico del nostro mondo: la rivoluzione francese del 1789. Parliamo di un fumetto d’autore, del giovane artista siciliano Angelo Pavone, dal titolo: Zoe - nel cielo.
Le tavole iniziali ci proiettano in paesaggi fantastici, dove imperversa una battaglia tra civiltà extra-terrestri molto avanzate. Nelle successive immagini vi è il dialogo tra una bella e sensuale donna, comandante in capo di uno schieramento e un generale alieno dalle forme sgradevoli. Discorsi a noi molto noti: potere, controllo economico, anche nello spazio gli interessi sono sempre gli stessi! La particolarità delle prime pagine è che il lettore non capisce chi sia il protagonista “buono” e quale il “cattivo” e non comprende nemmeno lo spazio-tempo della storia. Questo lavoro ha la capacità di catturarti, sia per i disegni molto belli che per i contenuti. Altro elemento importante è la sensualità rappresentata dalla protagonista femminile, Zoe. Si è poi proiettati nel pieno della rivoluzione francese, scenario animato da personaggi interessanti. La bellezza di quest’opera è nella sensazione di tuffarsi nei disegni e nei particolari. Molto interessanti sono i disegni che ritraggono gli occhi che rispecchiano ciò che il personaggio vede, in quel momento. Quasi a fermare quell’attimo, evidenziandolo ancora di più.


vignetta_1Oppure, a pagina 60, in una tavola si vedono delle mani che lanciano pietre. Si percepisce tutto il movimento, e quasi ti pare di sentire le urla di chi scaglia questi grossi sassi. Si colgono tante emozioni come quella del popolo che, malamente armato, si avventa contro i soldati e si coglie tutta la drammaticità della disperazione. Un comandante francese si rivolge a dei condannati a morte dicendo: “Voi giovani teste calde che credete di cambiare il mondo! Lasciare che vi dica un’ultima cosa. Chiunque verrà dopo sarà sempre la stessa cosa. I ricchi resteranno ricchi e i poveri sempre poveri. Cambieranno le società, le leggi, o chissà le ideologie. Ma alla fine saranno sempre loro, i nobili che detteranno le leggi, e al popolo… non resterà che ubbidire. Tutto questo baccano è solo un’illusione che presto vi condurrà verso un’altra ancora più grande!” e mentre parla il comandante, si vede la gente che incendia ogni cosa e inveisce contro i sovrani. Un monologo che, a luci spente, potrebbe essere attribuito a un qualsiasi potente dei nostri tempi. vignetta_2

vignetta_3Il racconto si eleva su vari livelli, con riferimenti per chi ha grandi conoscenze culturali (come l’uso della lingua sanscrita), ma ha anche una lettura semplice che invita il lettore a varie riflessioni. La chiusa finale è molto particolare, il protagonista è un cardellino che si libra in volo. Sullo sfondo parole che si elevano ora a poesia, ora a preghiera, ora a disperata ricerca. Questo è il primo di tre episodi, ed è certamente da divorare per poi riassaporare con calma e coglierne nuove visioni.

Angelo Pavone ha importanti studi pittorici nella sua formazione, che danno alle tavole una dimensione che va oltre il disegno grafico. E’ un uomo impegnato nel sociale ed è uno dei pilastri di “Fumetti al cubo”, una bella realtà catanese. In questo bel lavoro, il fumetto diventa momento di evasione e contestualmente di riflessione. L’arte grafica è anche stimolo di conoscenza dell’animo umano.

Angelo Pavone, Zoe- nel cielo-, Edizioni D’Arte Progetti, 15 euro
Per la versione scaricabile, tutte le informazioni su
http://www.fumettialcubo.com/
 
Tratto da http://www.goleminformazione.it

venerdì 21 settembre 2012

Quel Cubo fa molto...Fumetto

Approfondimenti, opinioni, commenti di esperti e documenti integrali. Per capire se quello che ci hanno detto è tutto ciò che dobbiamo sapere. L'informazione è Golem

 di Richard Red, tratto da http://www.goleminformazione.it/
L’isola che non c’era. Questo lo slogan della seconda edizione del Festival internazionale del fumetto, organizzato da Etna Comics, svoltasi a Catania nel complesso Le Ciminiere. Lo slogan che richiama temi fantastici è stato anche il titolo del concorso di fumetti, Wannabe Cartoonist, indetto da “ Fumetti al Cubo” scuola di fumetto catanese. Tanti gli artisti che hanno inviato i loro lavori, tre i vincitori, uno per ogni sezione.

fumetto_2 Per la sezione “Storia” è stato premiato Alessandro Martina, di Torino, che ha proposto un racconto in cui il protagonista riesce ad avere, utilizzando droghe sintetiche, sogni incredibili. Sogna un bel corpo, ricchezza e una donna molto bella che s’invaghisce di lui. La droga si chiama proprio L’Isola che non c’era. Alla fine del racconto, la polizia trova un uomo grasso, in una piccola abitazione, morto sul divano, incapace di vivere la sua vita. Una storia forte, molto toccante, quanto mai attuale. Viviamo in un mondo sempre più virtuale, con tante dipendenze, e non viviamo più la nostra vera vita.
Per la sezione “ Stile” è stato premiato Mattia Zoanni, di Leglio, (Como) che ha illustrato la storia di un piccolo pirata alla ricerca di un fantomatico tesoro. Nelle tavole il pirata s’inerpica su questa isola, dove l’ha portato la sua mappa. Mentre scava, l’isola si trasforma in un mostro in agguato e il piccolo pirata a stento si salva. Metafora di una società che vive di apparenze e che cela realtà terribili.
Per la sezione “ Tecnica” è stato premiato Roberto Mitolo, di Torino, che ci presenta mondi fantastici: vascelli, fate, mostri, pirati. E poi di improvviso il protagonista viene “svegliato”… era un bimbo piccolo, che seduto a tavola fantasticava. Chi di noi da bimbo non ha sognato (non solo da piccoli) mondi incredibili, dimenticando tutto il resto?

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